RITENZIONE IDRICA: UN PROBLEMA CHE SI PUO’ SCONFIGGERE!

La RITENZIONE IDRICA è la tendenza a trattenere nell’organismo liquidi, che vanno poi ad accumularsi negli spazi interstiziali, ovvero quelli tra cellula e cellula. Tale accumulo causa edema, un gonfiore anomalo che interessa le zone del corpo maggiormente predisposte anche alla deposizione di tessuto adiposo, quali per esempio l’addome (la cosiddetta “pancia”) e gli arti inferiori, in particolare cosce, glutei e caviglie.

Sebbene si tratti di un disturbo diffuso prevalentemente nel mondo femminile, anche gli uomini ne soffrono. È facile scoprire se si è soggetti a ritenzione idrica. È sufficiente infatti eseguire un test manuale premendo per qualche secondo con il pollice su una zona del corpo, per esempio sulla parte anteriore della coscia. Se dopo aver tolto il dito, l’impronta rimane ancora ben visibile, molto probabilmente si tratta di ritenzione.

Le gambe gonfie e il senso di pesantezza sono senza dubbio i sintomi più frequenti di ritenzione idrica; sono dovuti a edemi normalmente non dolorosi, spesso morbidi al tatto, che possono causare la formazione di vere e proprie “fossette”, soprattutto se la persona acquista peso o se è soggetta a importanti oscillazioni. Talvolta si hanno anche cambi nell’aspetto della pelle, che cambia leggermente colorazione e diventa più lucida.

Nei casi più gravi invece può essere compromessa la capacità di movimento (in particolare se a essere colpite sono le caviglie) oppure, se viene interessata la zona addominale, la ritenzione idrica può comportare disturbi gastrointestinali o perdita di appetito.

Le cause

Le principali cause di ritenzione idrica sono:

1) dieta non equilibrata, ricca di alimenti salati

2) cattivo funzionamento della circolazione sanguigna, venosa in particolare, e linfatica

3) uso frequente e/o prolungato di trattamenti farmacologici tra i quali antinfiammatori, cortisonici, terapia ormonale sostitutiva in menopausa ecc.

4) presenza di patologie rilevanti come disfunzioni cardiovascolari o renali, patologie della vescica o del fegato, ipertensione arteriosa, alterato metabolismo glicemico e resistenza all’insulina, dato che quest’ultima agisce a livello di ritenzione del sodio.

5) sovrappeso

6) eccessiva sedentarietà

7) fumo

8) abuso di alcolici

9) gravidanza o, in generale, alterazioni ormonali (in particolare dei livelli di estrogeni) durante il ciclo mestruale

10) abiti troppo stretti o tacchi troppo alti soprattutto se indossati per rimanere in piedi per molto tempo.

Fortunatamente, nella maggior parte dei casi si tratta di squilibri dovuti soltanto a uno scorretto stile di vita e cattive abitudini alimentari, che sono perciò facili da prevenire e da risolvere con piccole attenzioni quotidiane.

Accorgimenti essenziali

Si deve ricordare che all’origine del ristagno di liquidi c’è spesso una stasi della circolazione venosa e linfatica; inoltre, è bene non confondere il termine “ritenzione idrica” con “cellulite” in quanto, nonostante le aree interessate e la manifestazione visiva siano simili, questi due disturbi hanno cause diverse. La cellulite, a differenza della ritenzione, è infatti un’infiammazione del tessuto sottocutaneo che provoca un rigonfiamento e la famosa “pelle a buccia d’arancia”

Nel caso in cui la ritenzione non sia il risultato di altre patologie, per ottenere miglioramenti della situazione in breve tempo è possibile mettere in pratica alcuni rimedi utili ed efficaci.

 - Praticare uno sport come il nuoto o fare regolarmente passeggiate a passo sostenuto per rinforzare la microcircolazione, e nel contempo evitare di stare a lungo in piedi senza muoversi, è senza dubbio la migliore strategia. L’attività fisica esercita anche un’azione positiva indiretta promuovendo il dimagrimento. In condizione di sovrappeso, infatti, la diuresi risulta rallentata e favorisce quindi la ritenzione idrica.

- Un altro importante aspetto da non sottovalutare è l’alimentazione. Mangiare in modo sano, evitando in particolare di salare troppo le pietanze e, in generale, di consumare cibi salati (salumi, formaggi stagionati, pesce affumicato, salatini, frutta secca tostata e salata), è il primo passo. Al contrario, aumentare il consumo di frutta, verdura, formaggi freschi, fibre e cereali integrali comporta notevoli benefici contro la ritenzione in quanto favorisce la motilità intestinale e diminuisce il rischio di stitichezza, disturbo che può ridurre il deflusso venoso addominale.

- Fondamentale per prevenire e combattere la ritenzione idrica è infine l’abitudine a una corretta idratazione quotidiana, soprattutto lontana dai pasti, con almeno un paio di litri di acqua al giorno.

Perché è così importare limitare il consumo di sale?

In primo luogo per preservare i giusti livelli di potassio, che sono in stretta relazione con quelli del sodio, il principale componente del sale da cucina. Se aumenta il sodio, infatti, cala la concentrazione di potassio e viceversa. Essendo quest’ultimo implicato nel funzionamento di cellule nervose e muscolari, oltre che nell’eliminazione stessa del sodio, è importante mantenerlo entro i giusti parametri.

Oltre a sodio e potassio, anche il magnesio gioca un ruolo indiretto nella ritenzione idrica. È coinvolto infatti nei processi di equilibrio elettrolitico delle cellule, regola il passaggio di svariati elementi (incluso il potassio) attraverso la membrana cellulare, con lo scopo di mantenere la corretta funzionalità enzimatica e metabolica della cellula stessa. Una sua carenza comporta dunque in generale un affaticamento fisico e un maggiore accumulo di scorie negli spazi interstiziali, che favorisce quindi la ritenzione idrica.

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